In questi giorni circola su Internet la notizia dell'imminente entrata in vigore della nuova legge sulle impronte digitali. L'idea di fondo e' che per evitare problemi di natura razziale, si e' pensato di prendere a tutti gli italiani le impronte e risolvere cosi' il problema del censimento di quegli individui che, pur essendo in Italia da molti anni, ancora mancano di identificazione.
"Fico! Per lo meno la finiamo con questi `zingari' senza identita'"
La penso diversamente fortunatamente. Trovo inconcepibile che nel 2008 ci siano ancora italiani, perche' se vivi in Italia da 40 anni sei italiano, senza documenti di identita'. Avrei evitato le impronte perche' sono solo un pericolo che moltissime persone sottovalutano. Avere un DataBase con le impronte di tutti i cittadini avvelenerebbe il sistema giudiziario italiano. Da appassionato di serie TV "Crime", ho sviluppato una mente molto flessibile. Alcuni reati un tempo "improbabili" mi sembrano oggi facilemente attuabili. L'articolo di oggi su Punto Informatico mi ha fatto ricordare un articolo di qualche mese fa in cui si mostrava la debolezza del riconoscimento via impronte digitali.
Scenario
- Ahh che sonno! Caffe' al bar con gli amici: tazzina di caffe' e un bel bicchiere d'acqua fresca
- Mr X paga il barista per "conservare" la mia tazzina e il mio bicchiere. Credo che per convincere un barista "in nero", sfruttato e sottopagato basterebbero pochi euro.
- Mr X si ricorda di avere una connessione ad internet. Basta una ricerca con Google per trovare istruzioni dettagliate su come "ottenere" le mie impronte "da indossare".
Ah! Dal bicchiere e dalla tazzina ricava anche il DNA, tanto per gradire.
- Mr X si ricorda che alle elementari c'era un bullo che lo perseguitava. Decide di ucciderlo. Pianifica tutto. Indossa dei guanti. Penetra in casa sua e lo uccide. Toglie i guanti e sbucano le "mie" impronte. Comincia a toccare un po' tutto. Sparge impronte un po' ovunque e, naturalmente, sull'arma del delitto. Ah! Lascia un po' del mio DNA su un bel bicchiere.
- Arriva la Scientifica. "Capo, abbiamo delle impronte e del DNA. Il DB dice che appartengono al Sig. Hamen. Andiamo a prenderlo"
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- Sfondano la porta di casa mia e mi portano via. Inizia il processo. Durante il processo dovro' dimostrare di essere innocente, piuttosto che loro dimostrare che io sia colpevole. "Ha un alibi?" - "Ero a casa mia. Da solo." - "Male... molto male, Signor Anderson... ehhmmm Signor Hamen". Il processo si avvia alla conclusione. Abbiamo due finali alternativi:
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- Mi giudicano colpevole grazie alle prove che hanno raccolto e la mancanza di testimoni a mio favore.
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- Riesco a dimostrare la mia innocenza. A mio favore, esperti dimostrano la vulnerabilita' del Sistema di identificazione biometrico attuale. Gli esperti riproducono lo scenario, dimostrando la falsificabilita' delle prove.
"Evviva!!! Sono libero!!"
A questo punto tutti i condannati grazie alle prove biometriche, impronte e DNA avranno un precedente a cui riferirsi e, con buona probabilita', verranno invalidati centinaia di processi. Molti innocenti saranno liberi, cosi' come molti colpevoli. Il Sistema e' debole. La societa' ne paghera' le conseguenze. Siete disposti a pagare?
Ivan Morgillo
Comments
non ci avevo pensato..
Interessante questo post. Hai ragione..potrebbe succedere una cosa del genere! Anche io pensavo che questo decreto fosse necessario: avere una banca dati di impronte digitali, dna..però ha anche molti aspetti negativi come quello descritto da te. Bisognerebbe trovare un compromesso a questo punto..come ogni cosa. Ciao
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